Bene bene, finite le vacanze, si ricomincia con la solita routine quotidiana, fortunatamente con un po' di fresco perché il caldo asfissiante che ci aveva accolto la settimana scorsa...era veramente troppo! Anche il blog dopo il racconto di Novara di Sicilia 1 e 2 riprende la sua attività con le foto/ricette e una casella mail bella piena in cui affezionate lettrici mi chiedono: Una variante per una caprese, un'altra opzione per il ripieno dei calamari alla siciliana, e infine un itinerario completo per chi a settembre verrà qui in Sicilia per passare qualche giorno...scusate per l'attesa, tenterò di farcela in qualche modo! :D.
Mail accatastate a parte, diamo giusto spazio oggi al budellino che vedete quassù per il quale i palermitani vanno matti...o almeno è una di quelle cose che adori o detesti: Le stigghiole. Sarà perché quando si sente parlare di budella, non è che faccia tanto mangiare, invece da queste parti, è una delle chicche culinarie di strada che più ci piace. Le budella in questione sono di agnello o capretto che dopo essere state ripulite, vengono infilzate in degli spiedi o avvolte in dei cipollotti scalogni, quelli piccoli e lunghi. Si cuociono esclusivamente sulla griglia alla brace e questo lo segniamo in grassetto "non cucinare dentro casa" perché il persistente odore non vi abbandonerà mai più.
Per concludere se vi capita di passeggiare per i vicoli della città, e venite improvvisamente sedotti da un odore grasso di carne che arde...beh! Non vi resta che seguirlo per assaggiare questo sublime "scottadito" da mangiare esclusivamente con le mani insieme a una spruzzatina di limone e pizzico di sale... giusto per darvi una dritta, vi rimando su Caponata il blog dei miei "vicini di casa" che con il loro racconto Le stigghiole di Tanino mi hanno proprio deliziato! ;)



























